Leonardo Pavoletti e la “sfortuna” di non essere uno dei tanti.

Leonardo Pavoletti è stato uno degli attaccanti simbolo della stagione 2015-2016 della Serie A, vuoi perchè è il classico giocatore che si sbatte per la squadra, vuoi perchè grazie al suo modo di giocare è riuscito a mettere d’accordo tutti gli allenatori che ogni mattina popolano i bar italiani: i tifosi.  Misticismi a parte però, c’è il campo, colui che pone la parola fine su ogni questione, argomento o idea personale. E Leonardo Pavoletti il campo lo ha fatto parlare bene: 14 gol in campionato, nessun italiano come lui nei 5 maggiori campionati continentali e non è tutto. Ai gol, il centravanti Livornese, ha saputo aggiungere una buona quantità di assist, numerose sponde per i compagni e garantito sempre la massima disponibilità al sacrificio ed alla battaglia che in un’occasione gli è valsa persino uno strappo muscolare che lo ha tenuto fuori dal campo due mesi, costringendolo quindi a saltare una buona parte di campionato. Siamo sicuri che senza infortuni il “Pavoloso”, è cosi che lo chiama la gradinata nord, storico cuore pulsante della tifoseria del Genoa, avrebbe potuto raggiungere tranquillamente la soglia dei 20 gol. Fino a qui nulla di strano, poiché è sempre bello raccontare storie di ragazzi che non si sono arresi e che hanno raggiunto qualcosa nella loro vita con il sacrificio, anche tardando le aspettative. Molto spesso però noi, che siamo sognatori, ci dimentichiamo di appartenere al paese che più volte ed in tutti i fronti si è dimostrato forte nel saper tarpare le ali. Nell’anno dell’Europeo in Francia, infatti, se fosse esistita la meritocrazia, quantomeno un posto in panchina sarebbe dovuto esser assegnato al miglior marcatore Italiano della stagione. E invece no. Al posto di Leonardo Pavoletti sono stati convocati i soliti noti, coloro che “danno più garanzie al C.T”, o coloro che “sanno già i movimenti”; frasi di circostanza per tagliarti fuori, come il più classico “le faremo sapere”. Questo è il calcio, verrebbe da dire. Invece no, questa è l’Italia è la frase adatta, questa è l’Italia perchè qui tutti siamo pronti a tifare per le favole che non ci riguardano, tutti guardiamo con ammirazione le magie che accadono fuori dal nostro paese proprio perchè nel nostro sapremo che certe cose, finché esisteranno certi personaggi, non accadranno mai. E Leonardo Pavoletti ne è la prova. Ma siamo sicuri che in futuro questo splendido attaccante di 28 anni non ci deluderà ed anzi, sarà lui a condurci in Russia nel 2018!

(foto gianlucadimarzio.com)

Gianluca Gentile

Mi chiamo Gianluca Gentile, classe 1991. Da sempre mi accompagna una passione smisurata per la materia informatica. Computer e web infatti sono diventati i miei compagni d’avventura inseparabili. Cosi nel 2012 ho deciso di trasformare la mia attitudine e le mie capacità in un “lavoro”. Attraverso esperienza e professionalità mi occupo di ristrutturare e costruire da zero l’immagine di un’azienda. Tra le mie funzioni vi è la gestione di ogni fase del processo creativo, curando minuziosamente ogni aspetto delle campagne pubblicitarie sui vari media.